11 ottobre: nuovo attacco alla democrazia italiana

E ci risiamo! Nonostante la netta posizione del popolo italiano – che ha bocciato in modo inequivocabile la riforma costituzionale di Renzi il 4 dicembre – e nonostante la bocciatura da parte della Corte Costituzionale dell’Italicum, la premiata ditta Renzi-Berlusconi ci riprova, con una legge elettorale (la cd. Rosatellum bis) legge elettoraledecisamente e chiaramente anticostituzionale. Ma non contenti si arriva oggi ad un limite che solo Mussolini nel 1923 con la Legge Acerbo e la DC con la Legge Truffa del 1953 valicarono: porre la fiducia sulla legge elettorale.

La legge elettorale è chiaramente materia parlamentare e non del governo. L’apposizione della questione di fiducia è una forzatura anticostituzionale, che mina il principio della divisione dei poteri. Inoltre è anche bizzarra: porre la fiducia a poche settimane dal comunque certo scioglimento delle Camere (e con il vitalizio già assicurato!) è quanto meno rischioso. Continua a leggere

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Il mio Tirano – Ricordi di un alpino – 11. I mondiali di calcio

segue da Il mio Tirano – Ricordi di un alpino – 10. Un alpino a Roma – Si ritorna a Malles! 

Il Comandante del Battaglione, come detto, era appassionato di calcio. A tal punto che per i campionati del mondo di Messico 1986 decise che le partite serali sarebbero state proiettate al cinema della caserma. Ma non solo: poco prima dell’inizio della manifestazione indisse un concorso fra tutti gli alpini del Tirano. Bisognava indovinare le prime quattro squadre classificate.

1986 World Cup Finals, Puebla, Mexico, 5th June 1986, Italy 1 v Argentina 1, The Italian team line up before the match
La formazione dell’Italia nella partita del girone contro l’Argentina

Per il vincitore in palio 8 giorni di licenza premio! Ciascuno aveva a disposizione una sola possibilità. Io pensai che nessuna squadra europea aveva mai vinto fuori continente e quindi mi orientai ad una sudamericana. I miei favori andavano al Brasile, ma sapendo di non azzeccarne mai una scrissi Argentina. Per il secondo posto avevo molta fiducia nell’Italia e quindi (sempre per la mia scarsa attitudine a indovinare pronostici) misi Germania. Brasile e Italia li pronosticai rispettivamente al terzo e quarto posto. Continua a leggere

Il mio Tirano – Ricordi di un alpino – 10. Un alpino a Roma – Si ritorna a Malles!

(segue da Il mio Tirano – Ricordi di un alpino – 9. Un alpino a Roma – seconda parte)

Era ormai giunto il pomeriggio e avevo ancora tutta la parte antica di Rona da visitare… via dei Fori Imperiali, il Foro Romano, il Colosseo…

Sono proprio in prossimità del celeberrimo Anfiteatro Flavio Colosseo-laptop_1040_529quando scorgo un’altra penna nera a cento metri da me. Anche lui mi scorge e – probabilmente stupiti da tale incontro – ci avviciniamo e appena uno di fronte all’altro ci salutiamo cordialmente. Chi ci avesse visti potava pensare che fossimo due amici di vecchia data. Invece ci vedevamo per la prima volta.

In realtà eravamo più che amici: eravamo fratelli alpini e non è poca cosa.  Continua a leggere

Le interviste impossibili: Lady Di.

Buongiorno Altezza reale.

No, guardi, non lo sono, non più. Dal divorzio sono stata alleggerita (per fortuna!) di quell’appellativo.080824622-f600777b-1dfe-412f-b5a2-e35ee12cee54

Non le piaceva?

Proprio no. Come ebbi modo di dire “Mi piacerebbe essere regina nei cuori delle persone, ma non mi vedo come regina di questa nazione”.

Infatti… Però a 20 anni dalla sua prematura morte tutti i sudditi e tutti i fan del mondo la ricordano ancora, con la stessa devozione e ammirazione di allora.

Significa che ho lasciato un segno, e mi fa piacere. Un segno d’amore, perché “Se trovi qualcuno da amare nella tua vita, devi tenertelo stretto, devi custodirlo… E se sei tanto fortunato da trovare qualcuno che ti ama, allora tu devi proteggerlo”. Poi ho cercato sempre di mettere in pratica ciò che dicevo “Ovunque vi sia sofferenza è la che voglio essere, per fare quello che posso”. Non ho potuto farlo che per poco tempo però. Continua a leggere

Il mio Tirano – Ricordi di un alpino – 9. Un alpino a Roma – seconda parte

(segue da Il mio Tirano – Ricordi di un alpino – 8. Un alpino a Roma)

Avevo deciso dunque… ero a Roma per la prima volta in vita mia: non mi sarei lasciato scappare l’occasione di visitare l’Urbe!

Da via XX Settembre mi incamminai verso il Quirinale, poi scesi verso la Fontana di Trevi. Vedere monumenti e palazzi fino ad allora ammirati solo attraverso foto e film mi pareva strano. Mi colpì la Fontana di Trevi, così maestosa e imponente in una piazza così piccola, ma fino ad allora creduta anch’essa enorme.

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Anita Ekberg ne La dolce vita

Mi immaginai Anita Ekberg mentre girava la celebre scena del fellininano La dolce vita… Proseguii poi per il Pantheon, poi piazza Navona, affascinato come uno scolaretto dalle bellezze della capitale. Sempre con la mia valigetta nella mano e il cappello alpino in testa. Io ammiravo Roma e i romani rendevano omaggio al mio cappello e a tutto ciò che rappresentava. Rimasi davvero piacevolmente sorpreso da come il corpo degli Alpini fosse amato e rispettato. Ero contento e felice. Proseguii la mia “abbuffata” di Roma verso Castel Sant’Angelo e il biondo Tevere. Giunto in via della Conciliazione seppi che il Papa (Giovanni Paolo II all’epoca) dava un’udienza generale in piazza San Pietro. Incredibile – pensai – il papa è a Roma! E’ notorio infatti come papa Wojtyła fosse spesso in viaggio. Mi avvicinai dunque verso la piazza. Proprio davanti all’immensa Basilica era montato il palco.  Continua a leggere

Il mio Tirano – Ricordi di un alpino – 8. Un alpino a Roma

86.8 - Val Venosta - San ValentinoUn giorno di giugno – era circa un mese che ero al Tirano – in ufficio seppi che un mio collega caporale la sera sarebbe partito per Roma. “Per fare cosa?” chiesi. Mi fu risposto che quando dovevano essere consegnati documenti riservati – solitamente le schede valutazioni dei Sottufficiali o degli Ufficiali in SPE – l’esercito non si affidava alle poste, ma mandava un proprio “corriere“. Una specie di Michele Strogoff.

“Che fortuna…” commentai. “Io non sono mai stato a Roma…” Continua a leggere

Ebbene, sono ancora vivo

Sono passati due mesi dall’ultima volta che ho scritto sul blog. Chi mi segue sa che due mesi senza scrivere per me sono un’eternità. Anche perché in questo periodo non solo mi sono astenuto dal blog, ma proprio non ho scritto nulla. Nulla di nulla. Tutti i progetti congelati, tutte le idee insabbiate. Una specie di morte letteraria.

Ma sono resuscitato, ancora una volta. “Post fata resurgo” come l’araba fenice.16798240203_4c011bb9c8_b

Dunque ancora ci sono e presto tornerò a scrivere. Intanto ringrazio tutti coloro che hanno continuato a leggere il mio blog pur in assenza di articoli nuovi.

Risorgo sempre anche grazie ad un solo pensiero positivo, figuratevi se sono lettori – e tanti.

Grazie.

Storia di un cane e di un uomo – 4. Tutti in montagna!

Il mese successivo andammo in montagna – nella mia amata Val Venosta – per una breve vacanza. Eravamo nel 2003, l’anno più caldo a memoria d’uomo: 120 giorni senza pioggia dal 1° maggio al 31 agosto, a Verona 65 giorni con temperature sopra i 35° gradi.san-valentino-in-val-venosta-in-estate

Appena si poteva, dunque si evadeva dalla città. E in quel periodo i miei genitori erano in vacanza proprio a San Valentino alla Muta, paesino sulle sponde dell’omonimo laghetto, in alta Val Venosta. Proprio dieci chilometri più a monte di Malles, dove avevo prestato il servizio militare più di 15 anni prima. Continua a leggere

Tre mesi senza te, Birba

Oggi sono tre mesi da quando te ne sei andata. Tre mesi che ho vissuto male, molto male. Sapevo che mi saresti mancata, ma non immaginavo quanto.

3 marzo
Il 3 marzo 2017

Sono stati tre mesi in cui la mia vita è sprofondata in una dimensione di apatia, dalla quale faccio fatica a riprendermi. Non c’è stato giorno in cui non ti ho pensata, rivisto le foto con gli occhi e rivissuto i ricordi con il cuore.

Tutto parla di te, in questa casa, in questa città. Tre mesi fa ti ho liberata dal dolore che provavi, dalla mancanza di voglia di vivere che ti aveva preso.  Continua a leggere