L’indifferenza assassina

Ieri a Civitanova Marche si è consumato un delitto in pieno centro, nel primo pomeriggio, davanti a decine di persone. Alika Ogorchukwu, 39 anni, cittadino nigeriano, è stato picchiato e soffocato da un assassino. Commentatori, organi di stampa e politici a porre l’attenzione sul degrado morale che spinge ad azioni così violente senza motivo. Io vorrei porre l’attenzione su un altro aspetto.

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Damiano Tommasi: la Rete! dell’ascolto

Con la netta vittoria al ballottaggio di ieri, 26 giugno, Damiano Tommasi è diventato il nuovo Sindaco di Verona. E mai come in questa circostanza l’aggettivo “nuovo” calza a pennello. Nuovo il modo di proporsi, nuove le modalità della campagna elettorale, nuovo lo stile personale.

Nell’intervista che feci a Jessica Cugini nell’imminenza del voto del 12 giugno (Jessica Cugini: la politica (la città) appartiene a tutte e tutti) la candidata (poi risultata con 551 preferenze la nona più votata della maggioranza e la tredicesima in totale) di In Comune per Verona – Sinistra civica ecologista alla domanda su perché Tommasi sarebbe un buon sindaco rispose: Damiano sarà un buon sindaco perché parte dall’ascolto.

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Jessica Cugini: la politica (la città) appartiene a tutte e tutti

Domenica prossima, 12 giugno, ci saranno le elezioni a Verona per il rinnovo del Sindaco della città e del Consiglio comunale. Io non abito più nella città scaligera da quattro anni, ma ne sono ancora profondamente legato. Ho voluto così seguire la campagna elettorale che sta volgendo al termine e ho conosciuto – all’interno della coalizione Rete per Damiano Tommasi – una candidata straordinaria – e per certi aspetti di altri tempi – che vi invito a votare.

Sto parlando di Jessica Cugini – giornalista, mamma e attivista, tutte attività a tempo pieno – candidata nella lista In Comune per Verona – Sinistra civica ecologista. Appena incontri Jessica ti rendi immediatamente conto di due cose: la purezza e la forza. Ha uno sguardo limpido e un sorriso vero, parla con passione – capisci che crede nel profondo a ciò che dice – e dietro alla sua figura minuta esprime una determinazione travolgente, sorretta da una grandissima preparazione culturale e politica.

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Basta “ciurlare nel manico”: è l’ora di schierarsi apertamente

Volevo fare una considerazione su un malvezzo – pericoloso – che molti hanno nel commentare fatti riprovevoli come la guerra in Ucraina. Mi riferisco a coloro che amano fare dei “distinguo” condannando da una parte l’invasione decisa da Putin ai danni dell’Ucraina per poi elencare una serie di “misfatti” orditi dagli ucraini e dalla Nato. Ora si legge che Zelens’kyj è un neonazista, ora che la Russia è stata provocata perché l’entrata nella Nato dell’Ucraina sarebbe per loro pericolosa e via discorrendo. Ora in questa sede non voglio entrare nel merito delle osservazioni, però voglio invitare chiunque (da Facebook ai telegiornali, talk show e via discorrendo) a prendere posizione.

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All is the same

In questi giorni di (nuova) guerra mi è tornato alla memoria un breve scritto di Cesare Pavese. Lo ripropongo senza commenti in quanto si commenta da solo. E’ tratto da “Il mestiere di vivere” il diario fatto ritrovare dallo scrittore il giorno della sua morte.

Il giorno 14 luglio 1950 – un mese e mezzo prima di suicidarsi (27 agosto 1950) – Pavese scriveva:

Del resto sui fronti la gente ha ricominciato a morire. Se mai ci sarà un mondo pacifico, felice, che cosa penserà di queste cose? Forse quello che noi pensiamo dei cannibali, dei sacrifici aztechi, dei processi delle streghe.

All is the same.
Time has gone by.
Some day you came,
some day you ’ll die.
Some one has died
long time ago
.

Traduzione:

Tutto è uguale.
Il tempo è passato.
Un giorno sei venuto,
un giorno morirai.
Qualcuno è morto
molto tempo fa.
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Amorosa presenza

Non parliamo di guerra oggi. Ma del suo opposto: l’Amore. Ieri sera ho visto su RAI5 l’opera lirica di Nicola Piovani – Premio Oscar per le musiche di “La vita è bella” – autore della musica e coautore del libretto insieme con Aisha Cerami – figlia di quel Vincenzo Cerami cosceneggiatore del suddetto film e autore del libro Amorosa presenza a cui l’opera si ispira liberamente.

Nicola Piovani non aveva mai scritto un’opera lirica. farlo oggi, nel XXI secolo è già cosa ardua di per sé, farlo seguendo i canoni della musica tonale (da tutti gli esperti considerata esaurita, nel senso che è già stato scritto tutto) lo è ancora di più. Piovani – che si è cimentato anche come Maestro concertatore e direttore d’orchestra – è riuscito a confezionare un’opera con tutti i crismi del melodramma, ma portando sonorità e ritmi molto moderni; sveltendo soprattutto i ritmi della trama: in un melodramma del XIX secolo per far succedere qualcosa c’erano anche venti minuti di canto fine a se stesso.

Ma veniamo alla trama: si tratta di una fiaba – con tutte le situazioni surreali adatte al caso – che vuole comunicare qualcosa di importante, soprattutto nei grigi tempi in cui viviamo: tutti abbiamo bisogno di una presenza amorosa e solo lottando si può ottenerla, anche contro le avversità.

Molto ben interpretata da giovani cantanti e ballerini l’opera (poco più di due ore) risulta piacevole con alcuni spunti musicali degni di nota.

Invito tutti a vederla (è disponibile su Rai Play – app scaricabile su tutti i dispositivi gratuitamente): un esempio di come si possa coniugare con ottimi risultati il bel canto con la musica moderna.

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Guerra (poesia)

Ho ritrovato in fondo ad un cassetto (del PC) questi versi del 2008…

GUERRA

Per secoli aggettivi ti hanno dato:
ingiusta, necessaria
civile o religiosa

di successione o secessione
(persino col nome di fiori e rosa)

Mondiale e sanguinaria
a volte – addirittura – anche santa!

Ma il nome tuo è uno e non è beltà
né rima fa con vita e amore
ma solo con dolore.

E Morte.

Edoardo Ferrario ©2008
08/10/2008

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Putin non è pazzo. E’ “solo” un narcisista patologico

Putin pazzo? No, non lo è. Perlomeno non nel senso scientifico del termine – anche se in campo scientifico i vocaboli “pazzo” e “matto” sono stati da tempo banditi. Oggi si parla di disturbi psicotici e di disturbi della personalità. E Putin, lo Zar che ha scatenato la guerra in Ucraina, ha proprio il disturbo di personalità narcisistico patologico. Come molti altri uomini politici del presente e del passato (Trump, Berlusconi, Hitler, Mussolini, Napoleone, Giulio Cesare ecc.).

Cosa significa essere un narcisista patologico? Innanzi tutto va considerato che il disturbo si manifesta normalmente per cause diametralmente opposte agli effetti che produce. Mi spiego meglio. Il narcisista patologico è un individuo (uomo o donna) che alti livelli di autostima, una bassa tolleranza alle critiche e soprattutto distacco emozionale. Inoltre presenta i seguenti aspetti: fantasie di successo illimitato, potere, fascino, bellezza; senso di vuoto e apatia nonostante i diversi successi; mancanza di empatia e sfruttamento degli altri; sentimento di disprezzo, invidia e arroganza nei confronti degli altri;
idee grandiose di sé stessi, convinzione di meritare ammirazione e un trattamento speciale da parte degli altri per la propria unicità, bellezza ecc.; sentirsi non totalmente apprezzati e riconosciuti per il proprio valore.

Tutto ciò porta il narcisista prima di tutto, a distorcere completamente la realtà, poiché tutto deve adeguarsi al suo pensiero e, soprattutto. nulla deve contraddirlo. E questo perché, di base, il narcisista patologico diviene tale in seguito alla mancanza di fiducia in se stesso causata – nella stragrande maggioranza dei casi – dall’ambiente familiare sia in presenza di quei genitori che credono eccessivamente nella superiorità del proprio figlio, tanto da premiarlo solo nel caso in cui riesca ad avere successo e a mantenere l’immagine grandiosa di se stesso che nei casi – al contrario – di un ambiente familiare incapace di fornire al bambino le attenzioni e le cure di cui avrebbe bisogno, oppure incapace di sostenere e supportare il bambino. Altra ipotesi di causa del narcisismo è che un ambiente familiare iperprotettivo sia deleterio per il bambino, perché non gli permette di sviluppare una sana fiducia in se stesso, così come anche un ambiente troppo permissivo e indulgente.

Non conosciamo la storia dell’infanzia e dell’adolescenza di Vladimir Putin. Ciò che sappiamo è quello che è. Secondo il DSM 5°, il disturbo narcisistico di personalità è caratterizzato da un modello persistente di grandiositànecessità di adulazione e mancanza di empatia. Ed è esattamente il ritratto di Putin. Sbaglia chi afferma che lo zar sarebbe titubante di fronte a determinati eventi bellici o che gli prema la salute dei russi. Falso. Putin non ha empatia, non bada, non percepisce la sofferenza altrui. Forse non sa nemmeno cosa sia, la sofferenza, come sicuramente non sa cos’è l’amore. Infatti tutti lo definiscono freddo, glaciale, senza emozioni. Perché, semplicemente, non le ha. Percepisce solo la sua smoderata fame di sucesso, di riconoscimento e di ammirazione. Avete mai visto come cammina? Avete visto il filmato in cui entra nel parlamento, appena eletto presidente? Organizza tutto in modo che venga evidenziata la sua grandezza (per inciso, è alto 168 cm con i tacchi…).

Per questo Putin è pericoloso. Non perché sia pazzo, tutt’altro. E’ anche – purtroppo – un ottimo stratega. Non ha emozioni e questo lo pone un gradino più in altro dei suoi avversari. Essere “riconosciuto”, e adorato. Ricordate come lo adulavano Berlusconi prima e Salvini dopo? Come si vantavano che fosse loro amico? Ebbene, probabilmente Vladimir Vladimirovič Putin non sa nemmeno quale sia il loro nome di battesimo.

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Guerra – giorno 4: si incomincia a parlare di armi nucleari

L’escalation continua: da una parte l’alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell ha dichiarato “Proporrò ai ministri di usare la European Peace Facility per due misure di aiuto d’emergenza, che mirano a finanziare la fornitura di materiale letale all’eroico esercito ucraino, che combatte opponendo una dura resistenza agli invasori russi, e a fornire merci non letali di cui c’è urgente bisogno, come il carburante” in vista della riunione di stasera in videoconferenza dei ministri degli Esteri Ue, che dovrebbe approvare il terzo pacchetto di sanzioni contro la Russia per l’attacco all’Ucraina. Dall’altra parte Putin – usando ancora una volta il metodo del ribaltamento della realtà – denuncia che l’Occidente ha varato “sanzioni economiche illegittime” e che oltre a questo “I Paesi occidentali non solo stanno prendendo azioni economiche non amichevoli contro il nostro Paese, ma i leader dei principali Paesi della Nato stanno facendo dichiarazioni aggressive sul nostro Paese”. ragion per cui ha ordinato lo stato di massima allerta per le forze di deterrenza nucleare.

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Putin il nuovo ZarHitler: quando il bue dà del cornuto all’asino

Putin ha affermato che sta combattendo contro una “banda di drogati e neonazisti”. Ed aveva aggiunto che l’operazione militare russa in Ucraina non è un’invasione, ma destinata a riportare la democrazia a Kiev e garantirne la neutralità. E come volevasi dimostrare (v. E’ scoppiata la Terza guerra mondiale?) Putin ha già minacciato Svezia e Finlandia: “Conseguenze militari per Finlandia e Svezia se entrano nella Nato”.

Il segretario generale dell’Alleanza Atlantica Stoltenberg: la Russia “minaccia apertamente l’ordine della sicurezza europea” e poi: ” “Non commento le dichiarazioni, ma ribadisco che gli Stati sono liberi di scegliere la propria politica estera e le proprie alleanze”.

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E’ scoppiata la Terza Guerra Mondiale?

Questa è la domanda che ci siamo posti questa mattina, appena siamo stati raggiunti dalla notizia dell’invasione russa ai danni dell’Ucraina.

Se seguiamo la Storia e i suoi insegnamenti la risposta è affermativa. L’invasione è stata preceduta da un discorso di un’ora – in diretta televisiva – in cui Putin ha affermato che “l’Ucraina è stata creata dalla Russia e ne è parte integrante, per la sua storia e la sua cultura” aggiungendo pure la critica a Lenin il quale, a suo dire, avrebbe commesso “un gravissimo errore”: quello di promuovere l’autodeterminazione delle nazioni all’interno dell’Unione Sovietica.

Putin come Hitler? Il 24 febbraio 2022 come il 1° settembre 1939? C’è una differenza, grossa e sostanziale. Differenza che – a nostro avviso – porterà a peggiorare le cose anziché migliorarle- come potrebbe sembrare di primo acchito.

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La cabina di regia

C’era un gran fermento nella comunità. L’annuncio che ci sarebbe stata una riunione straordinaria era giunto improvvisamente. Il Grande Capo Coronato aveva deciso di convocare tutti i Capi sezione.

La riunione di per sé non era una novità: al Grande Capo piaceva convocare i capetti dando loro l’illusione che facessero parte di quella che veniva pomposamente chiamata “Cabina di regia” dove c’era effettivamente un regista, sempre Lui, che regolarmente incassava gli ossequiosi e riverenti assensi alle proprie idee. Non che questi ultimi fossero sempre d’accordo con le decisioni – peraltro prese preventivamente – del Capo: ma faceva comodo a loro e a tutti gli altri.

Il sistema era simile a quello feudale, con una catena dal signore al vassallo, valvassore e valvassino, chiamati anche portaborse.

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Vittore Bocchetta: un Uomo, un Amico

Probabilmente qualcuno, l’indomani del 18 febbraio 2021, si è chiesto del perché del mio silenzio. Chi ha vissuto gli anni a cavallo del secolo a Verona sa quanto forte fosse il legame, amicale, intellettuale e culturale che mi legava a Vittore. Dalle elezioni comunali del ’98 allo “strappo” di Di Pietro con i Democratici del 2001 Vittore ed io partecipammo alla vita politica veronese attivamente, prima di tutto fondando il Circolo Giustizia e Libertà. Ma la lotta politica fu solo un aspetto, il più appariscente, ma il meno importante, del rapporto fra me e lui.

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