Eskimo (che non c’è più )

Era maggio, maggio del 1978. Alla tv compare Francesco Guccini, francescoguccini_2_1350746494allora molto restio alle apparizioni in televisione. Non ricordo se fosse in occasione di un Premio Tenco o qualcosa di simile. Ricordo che era su un palco in un teatro, accompagnato dal fido Flaco. Incredibilmente annuncia che sta per eseguire due brani inediti, che saranno contenuti nell’album di prossima uscita. Io allora corro in camera, prendo il miniregistratore a cassetta e torno trafelato davanti alla tv, giusto in tempo per schiacciare contemporaneamente i tasti REC e PLAY in modo corretto (per i giovani quest’ultima frase non ha un senso compiuto, perché non hanno vissuto una certa tecnologia, ma come direbbe Guccini: sono c….i vostri!).
Emozionatissimo ascolto i due pezzi che mi avvincono subito. Sono Cinque anatre ed Eskimo, che sarebbero poi state incluse nell’album Amerigo, Amerigo-coveruscito  di lì a poco. Tornato in camera trascrissi i testi, trovai gli accordi e me le imparai. Conoscere, saper suonare e cantare due canzoni di Guccini che ancora dovevano essere pubblicate mi faceva sentire molto “cool” diremmo adesso. Allora mi sentivo “ganzo“.
Pochi giorni dopo ci ritrovammo con la compagnia a casa di Fabio (per la precisione Fabio3 visto che avevamo altri due amici omonimi). A casa sua si suonava sempre, lui era – ed è tuttora – un bravo cantautore. (Lo consiglio clicca qui). Ma gentilmente mi passava spesso la chitarra per farmi eseguire qualche mia canzone. Quella domenica suonai Eskimo. Molti pensavano che la canzone fosse mia e per una decina di minuti lo lasciai credere. Lo stupore di tutti fu quando dissi che in realtà era una nuova canzone di Francesco, ma penso che lì per lì non mi avessero creduto.

Sono molto legato a questa canzone. Un po’ per questo aneddoto ricordato. Molto perché è una canzone che mi ricorda Rosanna di cui ho recentemente parlato (Ben venga la Rosa…). Anche quel giorno a casa di Fabio c’era. Era “quel” maggio, per noi due molto particolare.

E fu con lei che vidi, l’8 giugno, per la prima volta Guccini dal vivo, in un memorabile concerto al Palasport di Milano S.Siro (quello che 7 anni dopo fu demolito dalla nevicata record). Quella sera si esibirono Guccini e poi gli Area di Demetrio Stratos con ancora in formazione Ares Tavolazzi (che sarebbe poi diventato un punto fermo della band di Francesco). E quella sera suonò Eskimo.

E poi Eskimo diventò per me un manifesto. Cantare “a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’età” quando ne avevo diciotto… Era strano e buffo, ma la sentivo mia. Come uno sprone a dare il massimo, come se Francesco con quella canzone ci dicesse: vivete, ora che tutti i sogni sono ancora interi (perché a vent’anni è tutto ancora intero, perché a vent’anni è tutto: chi lo sa!). E anche: bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà… sembrava ancora un invito al carpe diem e noi sapevamo bene cosa volesse dire.

Negli anni poi Eskimo mi è rimasta dentro; via via che mi avvicinavo all’età in cui Guccini l’aveva scritta (37 anni) ne coglievo il significato reale. Oggi, che sono oltre di un’altra generazione, è un manifesto della nostalgia dentro alla nostalgia della canzone stessa.

E un ricordo tenero e malinconico di un sorriso che non c’è più.

Ascoltiamola insieme, io pensando a Rosanna. Clicca qui per ascoltare ESKIMO

Una risposta a "Eskimo (che non c’è più )"

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  1. Grazie Edoardo per la tua attenzione alla mia presentazione. Da un paio di anni provo a scrivere qualcosa di interessante qualcosa che sia autentico magari originato da un ragionamento però espresso nelle intenzioni in forma poetica artistica. Il mondo dell’arte mi ha sempre incantato il disegno la pittura la musica il teatro. Non ho mai suonato uno strumento però potrei intentarlo ( in espanol suena mejor) Per il momento me divierto con las palabras nuevas en espanol. Alcune poesie originate in espanol le sto riscrivendo in italiano ed è come reimpare l’italiano contaminato della musicalidad dello spagnolo. A presto hasta la proxima

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