Guerra – giorno 4: si incomincia a parlare di armi nucleari

L’escalation continua: da una parte l’alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell ha dichiarato “Proporrò ai ministri di usare la European Peace Facility per due misure di aiuto d’emergenza, che mirano a finanziare la fornitura di materiale letale all’eroico esercito ucraino, che combatte opponendo una dura resistenza agli invasori russi, e a fornire merci non letali di cui c’è urgente bisogno, come il carburante” in vista della riunione di stasera in videoconferenza dei ministri degli Esteri Ue, che dovrebbe approvare il terzo pacchetto di sanzioni contro la Russia per l’attacco all’Ucraina. Dall’altra parte Putin – usando ancora una volta il metodo del ribaltamento della realtà – denuncia che l’Occidente ha varato “sanzioni economiche illegittime” e che oltre a questo “I Paesi occidentali non solo stanno prendendo azioni economiche non amichevoli contro il nostro Paese, ma i leader dei principali Paesi della Nato stanno facendo dichiarazioni aggressive sul nostro Paese”. ragion per cui ha ordinato lo stato di massima allerta per le forze di deterrenza nucleare.

Cosa significa tutto ciò? Per gli ottimisti sono solo parole, perché nessuno vuole avventurarsi in una guerra che potrebbe – ma non necessariamente – essere una guerra nucleare. In realtà gli stessi ottimisti giuravano – fino al 24 febbraio – che Putin non sarebbe mai passato alle vie di fatto. Il problema è che ciascuno pensa che l’altro stia bluffando, ma bluff su bluff si arriva in un attimo ad un piatto così ricco da non potervi rinunciare nessuno.

Gli ucraini hanno – per ora – difeso eroicamente Kiev. Sembra che presto verrà aperto un negoziato con i russi al confine con la Bielorussa. Chi vi partecipi non è dato di sapere. A me sa tanto di mossa diversiva per prendere tempo, far abbassare le difese ed attaccare. Sappiamo come russi ed affini siano ottimi giocatori di scacchi per cui mi attendo qualche mossa a sorpresa, dall’una e dall’altra parte.

Anche l’Occidente (USA, NATO, UE e UK) deve imparare a giocare a scacchi. Altrimenti l’unica alternativa è la presente: la guerra.

Una risposta a "Guerra – giorno 4: si incomincia a parlare di armi nucleari"

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  1. Bene, bene Signor Ferrario, la sua penna oramai scorre fluida e decisa e sicuramente non abbisogna più di incoraggiamenti! Speriamo però che arrivi presto un cessate il fuoco e Lei ci ritorni a parlare di spiagge e pedalò.

    Veniamo però al suo post. Non credo che l’ arma nucleare sia un’ opzione di cui preoccuparsi. Dove potrebbe essere mai diretta? Parigi, Berlino, Roma? Sono posti pieni di russi in vacanza! Una portaerei statunitense nel Mediterraneo? L’ unico opzione con un minimo di senso politico sarebbe Londra dove lo spettinato, per far dimenticare i Covid parties, si sta dando troppo da fare. Hanno pure messo su una brigata internazionale, come le dicevo ci manca solo Hemingway e la Bergman. Ma dove la troviamo oggi una Maria come lei.

    La sua lettura pokeristica delle mosse dello Zar è molto acuta e condivisibile. Forse un ICBM che si alza in volo verso gli Stati Uniti potrebbe anche essere una mossa con un suo senso. Un po’ come gli SCUD a Pantelleria, ma, mi creda, su un missile partito dagli Urali mentre viene in qua gli piomberebbero addosso così tanti sistemi antimissile che sarebbe difficile per l’ ordigno arrivare più in la di dieci chilometri dal confine russo. I sistemi antimissile ci sono e funzionano!

    Sulla fine degli anni ottanta c’era la SDI di Reagan ed in tanti dicevano che non avrebbe mai funzionato ma li si trattava di progettare un sistema antimissile in grado di fermare un’ attacco in cui l’ Unione Sovietica avrebbe lanciato TUTTI i suoi missili (con testata o decoy) contro la NATO.

    Un’ altro aspetto, che Lei trascura nel suo intervento, è che negli Stati Uniti (o in Russia) nessuno porta la moglie e i figli a vedere papà che gioca a poker. Poi in Russia il poker non è tanto popolare, amano di più la roulette e comunque, laggiù, il giocatore è un po’ un idiota. Qua poi, in film come “La strana coppia” siamo abituati a vedere Walter Mattau e i suoi amici single giocare a poker in un fumoso appartamento disordinato in mezzo ai resti di cibo dei take away cinesi. Nessuno che vada li con la moglie. Per non parlare di portare Meryl Streep in mezzo ai Vietcong. Credo che pochi in Russia amino questo tipo di rischi.

    La maggior parte dell’ elettorato di Putin è costituito da una maggioranza silenziosa che non ha mai visto un film di Tarkowsky e che pensa che la Corazzata Potemkin sia una cagata pazzesca (e i fatti oggi dimostrano che non lo era) ma, comunque, non spera certo di vedersi coinvolta nel poker della guerra atomica. Vedere lo Zar giocarsi i gioielli di famiglia al tavolo della guerra totale, non ha fatto certo piacere ai russi. Poi tra i russi, in patria e all’ estero, c’è un’ intelligentsia benestante, che ha visto Tarkowsky (e anche Zvyagintsev https://www.newstatesman.com/culture/film/2018/02/oscar-nominated-russian-director-andrey-zvyagintsev-thorn-putin-s-side) a cui bisognerebbe dare voce. Questi ultimi da tempo si schierano apertamente contro Putin e contro la guerra. A casa nostra molti politici non hanno fatto altrettanto con l’ amico Vladimir. Quindi in Russia a nessuno piace sentir parlare di atomica ma, a ben vedere, l’ atomica Z non l’ha proprio nominata.

    Voglio dire Signor Ferrario che Lei proprio si sbaglia. Nessuno tirerà l’ atomica ma, per concludere, dopo il mio commento di ieri su dei video funesti ho trovato finalmente un video nello stile dei fratelli Marx che vi propongo per fare un altro discorso https://video.repubblica.it/dossier/crisi_in_ucraina_la_russia_il_donbass_i_video/guerra-in-ucraina-civile-ruba-un-mezzo-corrazzato-russo-portandolo-via-con-il-suo-trattore/409401/410106 In fondo, diciamocelo, c’è di confortante che, per ora, in questa invasione c’è un esercito ordinato e non si sono viste le schifezze dell’ Ex-Yugoslavia.

    Vedendo l’ impresa di questo burlone c’è una cosa però che mi preoccupa e dovrebbe preoccuparla Signor Ferrario. Un terzo degli ordigni nucleari dell’ Unione Sovietica erano in Ucraina e transitarono nella neonata Repubblica Ucraina. L’ Ucraina fu poi costretta da Russia e Stati Uniti, che su questo si trovarono allora stranamente d’ accordo, a prendersi l’ impegno di distruggere tutto il suo sconfinato arsenale atomico. Ancora oggi nelle nostre campagne quando muore qualche novantenne gli trovano in soffitta un Mauser e/o una Luger perfettamente oliate.

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