Damiano Tommasi: la Rete! dell’ascolto

Con la netta vittoria al ballottaggio di ieri, 26 giugno, Damiano Tommasi è diventato il nuovo Sindaco di Verona. E mai come in questa circostanza l’aggettivo “nuovo” calza a pennello. Nuovo il modo di proporsi, nuove le modalità della campagna elettorale, nuovo lo stile personale.

Nell’intervista che feci a Jessica Cugini nell’imminenza del voto del 12 giugno (Jessica Cugini: la politica (la città) appartiene a tutte e tutti) la candidata (poi risultata con 551 preferenze la nona più votata della maggioranza e la tredicesima in totale) di In Comune per Verona – Sinistra civica ecologista alla domanda su perché Tommasi sarebbe un buon sindaco rispose: Damiano sarà un buon sindaco perché parte dall’ascolto.

Ed è proprio questa attitudine del nuovo sindaco che balza agli occhi immediatamente non appena si ha a che fare con Damiano. Pronto sempre ad ascoltare, ma ascoltare attivamente, cercando di capire empaticamente i bisogni e i sentimenti di chi gli sta parlando. Non a caso Tommasi si rifà sempre a don Milani (di cui proprio ieri ricorreva il 55° anniversario della morte – sincronicità!): “Il problema degli altri è eguale al mio: sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia”.

E così Damiano Tommasi ha fondato la sua campagna elettorale (sostenuta dalla coalizione “Rete!” – in omaggio al suo passato calcistico – composta da sei liste) proprio sull’ascolto degli elettori, i loro bisogni, le loro aspirazioni. Ha restituito a tutti il piacere di fare politica, di riappropriarsi della stessa; ha soprattutto coinvolto i giovani, da tempo – troppo – sempre più distanti. E Damiano l’ha fatto stando in mezzo alla gente, parlando con centinaia di persone, senza mai usare una parola “contro“, ma sempre individuando cosa si può – e si deve – fare “per“. Per realizzare il sogno di una Verona davvero democratica e aperta, dove l’esclusivo ceda il passo all’inclusione e all’accoglienza, dove tutti si possano sentire parte della città, nessuno escluso. Fino ad arrivare alle ultime due settimane – quelle tra il primo turno ed il ballottaggio – in cui Damiano Tommasi – accompagnato da un’onda gialla sempre più crescente per numero ed entusiasmo – ha percorso decine e decine di chilometri a piedi, stringendo mani, parlando con la gente, ascoltando.

L’onda gialla all’Arsenale

Chi scrive, milanese che non abita più a Verona da quattro anni, ma che ha trascorso in riva all’Adige più di un quarto di secolo, ha avuto la fortuna di accompagnare Damiano nell’ultima giornata di camminate, giovedì 23 giugno, tra Poiano e Montorio. Ho potuto toccare con mano la grande umanità, sensibilità ed empatia di quest’uomo – che a parte un po’ di argento nei ricci capelli sembra un ragazzino, atletico e scattante – a contatto con la gente. Alternava discorsi impegnati sui problemi concreti a continui selfie con chiunque volesse farne, socializzava con anziane e bambini, donne e ragazzi, bimbe e vecchi veronesi senza ostentare nulla di sé. Incredibile l’entusiasmo che scatenava: lo salutavano tutti, in strada, dai balconi e dalle auto e persino due operai intenti alla manutenzione di un tetto si sono fermati per sbracciarsi in un saluto. Siamo poi entrati nel bar della sezione locale degli Alpini e il gestore, versandoci un chinotto, ha esclamato: “In tanti anni che sono qui sei il primo Sindaco ad entrare da noi!” Io ho sussurrato a Damiano la sottolineatura che per l’alpino fosse già sindaco. Lui mi ha sorriso e poi mi ha risposto: “Comunque vada per quindici giorni sono stato Sindaco”.

Non era solo per quindici giorni. Il vento è davvero cambiato: anzi, si è alzato dopo un ristagno dovuto alla vecchia politica. Non so se Damiano riuscirà a fare tutto ciò che questa città – complessa e complicata dalla passata malapolitica – necessita. Glielo auguro ovviamente.

Il nuovo è incominciato!

Ma di una cosa sono sicuro: Damiano Tommasi – con la squadra di donne e uomini, competenti ed entusiaste di cui si circonderà – riuscirà a rendere Verona una città più aperta, democratica ed inclusiva; un luogo ricco di giustizia sociale e di pari opportunità per donne, uomini di ogni cultura ed età; un posto dove essere orgogliosi di esserne parte.

GRAZIE!

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