La mia Celle – 9. Amori incrociati…

76.7 - Inghilterra - Brighton 3
E mentre si incrociavano gli amori a Celle io ero sulla “spiaggia” inglese in compagnia di questi Old English….

A ama B, ma B ama C e C…. che ama D, ma non disdegna B non sa che fare…

Potrebbe cominciare così la storia di cotte incrociate che mi vide – parzialmente – protagonista nel 1976. Come detto a Celle si era formata la nostra compagnia, tutti ragazzi e ragazze tra i quindici e i diciassette anni. L’età giusta per i primi amori. Che non si lasciarono certo attendere. Da parte mia covavo già dalla fine dell’estate precedente un certo interesse per una ragazza, Barbara, di un anno più grande di me. Il caso volle che nel trasloco cellese finissi proprio ad abitare nella sua via, la casa prima della sua. Non che al mare la cosa avesse una grande importanza, visto che ci si vedeva quotidianamente in spiaggia e la sera. Ma proprio rientrando la sera sarei potuto essere l’ultimo ad accompagnarla, visto la vicinanza. Questi erano i pensieri che rimuginavo allora, di una così tenera ingenuità che ancora mi fanno sorridere – di magica nostalgia – a ricordarli.

L’estate dunque era cominciata, Antonio – con il mio contributo – aveva “aperto la stagione“. In Italia c’erano appena state le elezioni del temuto (o sperato, dipende dai punti di vista) sorpasso del PCI di Berlinguer sulla DC dei Moro, Andreotti e Fanfani. Forse allora non ci pensavamo molto, sicuramente non era il discorso preminente nelle assolate giornate cellesi. Ma è bello ricordare anche il clima generale in cui abbiamo vissuto quell’adolescenza. Il fatto è che tutto era pronto, ma anche io ero pronto… per andarmene. Infatti il 26 giugno partii da Milano alla volta di Londra, dove mi aspettava il mitico Mr. Wells (ricordate gli inglesi amici di spiaggia conosciuti nel 1969? Se non ricordate vedete La mia Celle – 1. L’infanzia). E’ vero che  agognavo da anni quella vacanza oltremanica, ma possibile avere così sfiga che capitasse proprio in un momento così cruciale? Partire proprio ad inizio stagione, la prima stagione della mia vita!

Ma così fu. Tornai a Celle il 24 luglio sera, notte, a mezzanotte per la precisione. Ero atterrato a Linate nel pomeriggio, con i miei che mi avevano raggiunto in Inghilterra per l’ultima settimana della mia permanenza britannica. Avevo lavorato così bene ai fianchi da averli convinti a nemmeno disfare i bagagli e partire immediatamente per Celle, tanta era la voglia di rituffarmi nella compagnia. Così determinato che appena parcheggiata l’auto sotto casa, aiutai velocemente a scaricare i bagagli, salutai e mi avviai, tra lo stupore dei miei genitori che fecero solo in tempo a dire: “Torna presto!” che già avevo imboccato la via Valle scendendo a tutta velocità verso la spiaggia. Non so perché, ma immaginavo che avrei trovato gli altri lì. Scesi gli scalini di pietra dei Bagni Lido, illuminato alle spalle dalla luce del lungomare. Mentre io riconoscevo subito Barbara, Antonio (ma quanto sono vicini!) Giulio, Michele, Liliana e Giorgio, quest’ultimo, intravedendo la mia sagoma scendere sulla sabbia esclama: “Ma è lui, è proprio lui?”

Ero io. Li avevo trovati. Anche se a me interessava ritrovare Barbara. La “B” che mi piaceva, ma che – come vuole la arcinota legge di Murphy – aveva occhi solo per “C” che a sua volta… Ma chi è questa ragazza? E’ nuova, pensai. Mi presentarono. Si chiamava Cinzia, ed era un “nuovo acquisto”. Molto carina. Peccato che io ebbi la bella idea di riderle in faccia quando seppi come si chiamava di cognome. Lo stesso buffo cognome che usava mio fratello nei nostri giochi della mia infanzia! Non seppi trattenermi e se mai avessi pensato di avere qualche chance… era bruciata in partenza. Ma non correvo questo rischio… Infatti Cinzia era la “D” che era nei pensieri di “C”.

Morale: ero tornato il prima possibile, ma nelle quattro settimane di assenza inglese molte cose erano cambiate sulla sabbia cellese… D’altra parte per quella strana legge temporale universale il tempo quando si è adolescenti ha una valenza di “n” volte maggiore di quando si è più grandi, per non parlare di quando si invecchia, dove gli anni durano giorni, tutti uguali, mentre da ragazzi… Insomma: quattro settimane, una vita.

Giorgio mi aiutò furtivamente a capirci qualcosa. In breve: era successo che…. (segue)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: